Mi guardo distrattamente alle spalle, col mio solito volto, il mio solito sguardo attento, e lascio andar via sempre più forte l'eccesso di passione, mi adeguo alle sfumature e forse anche a quella che ho sempre chiamato con rabbia adolescenziale "mediocrità".
Perchè la vita ti mette nelle condizioni di non poter sempre vivere le emozioni a pieno, con anima e corpo, come piace fare a me. I momenti in cui questo accade si diradano sempre più, con l'andare del tempo e la quotidianità non è più un lontano ostacolo, ma la strada che percorro.
Attesa e sospensione, ma forse da cosi tanto che comincio a temere che l'obiettivo non verrà raggiunto, e che la dimensione delle fatiche fatte non è mai direttamente proporzionale alle cose che ottieni, nè inversamente proporzionale al tempo per raggiungerle.
Magari può essere difficile da capire, ognuno è giustamente preso dalle proprie cose, dai problemi, piccoli o grandi, ma intanto sento che perdo pezzi di me, pezzi belli, sorrisi, intensità...e il viola acceso diventa sfumatura, e vorrei dirlo intorno a me.
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