La verità è che è la prima volta nella mia vita che mi sento così.
La verità è che non ho mai saputo cosa significa svegliarsi e avere a fianco qualcuno che dorme, ed essere felice che ci sia.
La verità è che non ho mai saputo cosa vuol dire condividere la vita, gli venti, il presente, il passato con qualcuno.
Ricevere, ricevere affetto, amore, gioia.
Non pensare più alla mia vita sola, pensare in due, sentirmi più forte, proprio io che ho sempre creduto che a rendermi forte era il mio saper star sola.
Per tanto tempo ho perso l'intensità di queste emozioni, che possono durare un giorno, un'ora o una vita, non è il tempo che gli da valore.
So che devo crescere, devo imparare tutto di come si fa, come si costruisce, non ne ho un'idea, spesso sbaglio e devo ripartire da capo, ancor più spesso credo di non meritare tanta emozione, ne ho paura, tremo all'idea di perdere, e faccio di tutto per perdere. Ma lui resta lì, paziente.
Un girasole, che ora che lui non c'è è qui a guardarmi. Volevo un girasole, mi ha regalato un girasole.
Una cena silenziosa, in fuga dalla mia coinquilina isterica, una passeggiata, le tartarughe nel laghetto, la sfogliatella al mattino. Urla, litigi, perhè la paura mi fa arrabbiare, la mia paura, la paura del mio vivere le cose amplificate, sempre a mille.
Ora è lontano, ma vicino come non mai. Sono felice se lui è felice.
Spero sia tutto vero, spero di riuscire a dare a lui almeno la metà della gioia che è capace di regalarmi lui.
Ogni istante diventa attimo da custodire. Ogni giorno ha un nuovo odore, un nuovo colore inedito.
E allora restano le paure, ma brillano anche loro. Tutto si può affrontare.
Questo non mi era davvero mai successo.
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