Un anno fa...
A volte mi si chiede qual è il problema, e in realtà è difficile da spiegare.
E' una continua attesa, e questa è una cosa che non tollero molto.
Un anno fa...
precisamente un anno fa stavo preparando i miei ultimi due esami all'università. Mi sveglaivo alle 8, studiavo fino all'1, cazzeggiavo con C. e S. C'era L. ma io ero incerta su di lui, non sapevo, o forse sapevo e temevo, fingevo di non vedere, odiavo per non amare.
Sentivo gli odori, aprivo la finestra e guardavo il Palazzo, le campane suonavano ogni quarto d'ora scandendo le ore di studio, o quelle di cazzeggio...
Ridevo. Poi alle 6 andavo a lavorare. Lavoro di merda, ma mi divertivo, era come stare a casa, e comunque soddisfavo il mio sentirmi perfetta e impeccabile facendo la studentessa e servendo ai tavoli la sera, inoltre parlavo con tanta gente.
Oggi...
davanti ho molta strada da fare per ottenere qualche piccolo risultato, tra l'altro abbastanza incerto. Non cazeggio più con C. e S., non le sento neanche più. Non cazzeggio, lavoro in ogni momento, non servo più ai tavoli, ma il lavoro che faccio è quasi meno gratificante, perchè è solo l'inizio del percorso. L. c'è ancora, io ora non ho più incertezze, sono rimaste solo paure e difficoltà, anche con lui è solo l'inizio di un percorso di cui non sono per niente sicura di poter raggiungere l'arrivo.
Sento la solitudine, la sento molto, perchè in realtà creo il muro.
Sta andando meglio, questo è vero, mi sono rialzata da una pozza di merda (per usare un elegante linguaggio metaforico), ma è sempre molto dura, ogni giorno è dura, non c'è mai un gran respiro, ogni giorno mi devo tappare la bocca, sopportare un pò, e solo ora capisco che un anno fa non era così, era tutto di una semplicità che a guardarla ora mi sembra disarmante e incredibile.
E, a volte, sono un pò stanca, vorrei sfanculare tutto, questi cazzo di sogni, di obiettivi, di responsabilità che sento verso chi si fa il culo per me, e non pensare a niente... poi mi accorgo che non so non pensare a nulla.
...Piccola parentesi... Ieri stranamente sono stata a un matrimonio ed il prete ha cominciato (suppongo in occasione del "Gay Pride") un sermone veramente irrispettoso e scandaloso contro i gay. Io capisco che non c'è nulla di cui stupirsi, ma far sentire rifiutati gli omosessuali lì presenti (di cui uno era il testimone della sposa) e che erano lì con, invece, estremo rispetto del luogo che li stava ospitando, la trovo una cosa che va contro ogni principio di qualsiasi religione. La trovo una cosa schifosa! E ogni volta che entro in una chiesa (evento abbastanza raro) accade qualcosa del genere. Sono davvero stanca.
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